Vo’ e Po, sono luoghi familiari, densi di memoria: sono casa. Erano i confini da quando bocia giravo col califfo verde, la mia casa è a un manciata di chilometri dal Vo’ e una manciata dal PO. Le risaie del Vo’ – località di risorgive – ci sono sempre state: si andava in giugno con la lampada ad acetilene a catturare le rane, e poi via verso lo spettacolo pirotecnico più atteso, quello di Revere coi riflessi sul PO.
Ma ogni viaggio ha bisogno di una mappa, ecco allora vecchie mappe trovate in Vaticano, dove compaiono nomi familiari, che conosco. Aiutano a mettere ordine nei ricordi, che a volte non sono ben definiti. Col tempo la memoria autonomamente li manipola, o ne mostra solo una parte, o li mescola: da qui la necessità di contimuare a guardare, annotare, fotografare.
É una lenta riappropriazione dell’identità territorio, che va dalle risaie del Vo’ (Isola della Scala – VR), nel cui orizzonte si intravvedono le sagome delle colline e, quando l’aria è tersa, i profili delle Alpi, fino ad arrivare al Po – il Fiume -, col suo carico di storie, di significati e contaminazioni, viaggiando attraverso una pianura fatta di coltivazioni agricole, un susseguirsi di campi e fossati, di case e capannoni, di ville e di chiese, di distese di serre e di supermercati, di allevamenti e aree industriali.
In questa attraversata non è raro imbattersi in quella stratificazione storica di edifici la cui funzione economica e sociale è terminata. Lasciati a se stessi, come carcasse di auto a bordo strada, non più funzionanti, stanno via via scomparendo alla vista, sommersi dalle piante spontanee o dall’incuria con conseguente crollo: sono scarti, rimasugli, rumore del nuovo paesaggio, un paesaggio senza autori, senza un progetto.
Il filo del racconto ora si perde, ora torna, serve continuamente riannodarlo, collegare i luoghi e le storie alle persone. La pianura non facilita il compito, forse non ama essere fotografata, e dopo interminabili profili uguali a se stessi bisogna trovare i posti per cogliere una prospettiva che dia un senso: un argine, una casa, un ponte, dei tralicci, delle ciminiere, un campanile, interni di case, teatri e musei.





















